L’Encefalopatia Spongiforme Bovina (BSE), comunemente nota come “malattia della mucca pazza”, è una patologia neurologica cronica e degenerativa che colpisce i bovini, scoperta per la prima volta nel Regno Unito negli anni ’80. A differenza delle normali infezioni causate da virus o batteri, questa malattia è provocata da un prione, ovvero una proteina mal ripiegata che trasmette il suo difetto alle proteine sane, causando la distruzione dei neuroni.
Il cervello dell’animale colpito assume col tempo una struttura spugnosa, portando a cambiamenti nel comportamento, perdita di coordinazione motoria e infine alla morte.
Questo caso scientifico ha sconvolto il mondo perché ha dimostrato come una proteina “impazzita” possa superare la barriera tra le specie e trasmettersi all’uomo, con complicazioni più o meno gravi, creando un precedente reale di contaminazione biologica su vasta scala.

Negli ultimi anni, l’attenzione degli scienziati si è spostata sulla Chronic Wasting Disease (CWD), definita dai media “malattia del cervo zombie”, che sta colpendo popolazioni di cervidi in Nord America e Nord Europa. Questa patologia, anch’essa causata dai prioni, provoca un drastico deperimento fisico, perdita di paura verso l’uomo, sguardo vacuo e movimenti scoordinati, salivazione intensa rendendo l’animale simile a un morto vivente.
La CWD è estremamente preoccupante per la sua incredibile resistenza ambientale: i prioni possono sopravvivere nel terreno, nell’acqua e sulle piante per anni, rendendo quasi impossibile la bonifica del territorio contaminato, è endemica in Nord America (Stati Uniti e Canada). In Europa è stata riscontrata sporadicamente in Norvegia, Svezia e Finlandia, principalmente nelle renne e nelle alci.
Sebbene non ci siano ancora casi accertati di trasmissione all’uomo, la sua rapida diffusione rappresenta una minaccia ecologica senza precedenti, sollevando interrogativi inquietanti sulla possibilità di nuove evoluzioni patogene in grado di colpire il sistema nervoso umano.

In Resident Evil, la minaccia biologica è rappresentata da virus artificiali, ma le basi scientifiche su cui poggia l’orrore sono molto simili alla realtà dei prioni. Il concetto di un agente patogeno che “riscrive” il funzionamento delle cellule sane trasformando gli esseri viventi in creature prive di volontà e aggressive è l’estremizzazione narrativa della BSE e della CWD.
Proprio come accade nella realtà con la mucca pazza, dove l’organismo perde il controllo delle proprie funzioni cognitive superiori, il virus del gioco trasforma l’ospite in un guscio vuoto spinto solo da istinti primordiali.
Questo collegamento dimostra come la scienza reale possa essere più spaventosa della finzione: i prioni sono agenti “immortali” e invisibili che, agendo sul cervello, cancellano l’identità dell’individuo, rendendo la figura dello zombie una possibilità biologica meno remota di quanto si possa immaginare.
